La storia di Villa San Michele

Tutta l’area del Monte San Michele in Chianti è stata, sin dall’antichità, al centro di importanti vie di comunicazione. 

In epoca etrusca da qui passava la strada che univa gli importanti centri urbani del sud della tuscia – come Chiusi o Volterra – con Fiesole e con le città etrusche dell’area padana. Per i romani invece tutta l’area dei monti del Chianti costituiva un confine naturale che separava le aree di influenza di Fiesole e di Firenze.

La storia del Monte San Michele è anche strettamente legata al culto di San Michele Arcangelo, che ha dato il nome a tutta l’area e alla Villa stessa. 

La Via dell’Angelo o Cammino di San Michele è infatti uno dei più famosi itinerari cristiani dell’antichità. Si tratta di un lungo pellegrinaggio religioso che dall’Irlanda portava i fedeli fino alla Terra Santa lungo il cammino che – secondo la tradizione – era stato tracciato proprio dalla spada dell’arcangelo.

Esistono vari itinerari che collegano i 7 santuari del Cammino di San Michele e una delle vie micaeliche passava sicuramente dal Monte San Michele. Molto probabilmente già nel medioevo quest’area era un luogo di sosta dove i pellegrini potevano trovare ristoro.

A testimonianza della devozione all’Arcangelo, un tempo molto diffusa nel Chianti, resta oggi la piccola chiesa di San Michele, visibile ai margini della Villa. La chiesa era parte di un più ampio complesso monastico, un’abbazia fondata attorno all’anno mille e appartenuta ai frati camaldolesi, ormai perduta. Dell’antica abbazia oggi possiamo vedere solo poche tracce, inglobate nell’attuale struttura di Villa San Michele. Dopo anni di abbandono la chiesa sarà presto ristrutturata.   

In epoca recente la via micaelica si è trasformata da pellegrinaggio religioso in uno tra i più interessanti cammini e pellegrinaggi in Toscana. Meno conosciuta rispetto alla più celebre Francigena, la via micaelica del Chianti è perfetta per chi ama i percorsi di trekking in aree tranquille e lontane dai flussi turistici. 


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